Latest Entries »

Donne del Rinascimento

Un piccolo esperimento con Google Art Project: una prima galleria immaginaria. Tema: la ricerca della bellezza nel Rinascimento, attraverso i volti delle donne ritratte da alcuni grandi artsiti.

Botticelli Venus Uffizi

Gian Lorenzo Bernini: Beata Ludovica Albertoni

Bernini, Ludovica Albertoni Bernini, Ludovica Albertoni

Cappella Altieri, chiesa di San Francesco a Ripa, Roma (IT)
Contatto
: periodicamente, dal 1981
Segnalazione di
: Mario Rotta
Perché
: mi ha colpito subito per ciò che rappresenta, è un “ragionamento” virtuosistico sul confine sottilissimo tra sacro e profano, un esempio di come la scultura, sostenuta da una tecnica straordinaria e da un’ambientazione unica (è in una piccola cappella laterale, dietro una specie di sipario, illuminata dalla luce che entra da una finestra e si dirige direttamente sul corpo disteso), possa essere allo stesso tempo teatro e poesia, racconto e rappresentazione, morte e vita, amore e malinconia.
Emozioni: è senza dubbio un orgasmo, reale, carnale, che scatena fantasie e desideri maschili nonostante, o forse proprio grazie alle vesti che si gonfiano come se il corpo volesse uscirne. In realtà è della morte che si sta parlando, e della mistica dell’estasi, ma l’effetto è infinitamente più sensuale di quanto non lo siano tante immagini fotografiche di nudi. Forse perchè in tanti nudi che vorrebbero rappresentare la vita c’è l’odore di morte della bellezza effimera raffigurata in quanto tale, mentre in questa rappresentazione di morte c’è tutta la vitalità di un momento d’eternità, il sapore del puro piacere, talmente puro che ciascuno può interpretarlo come crede: fisicità, spiritualità, costruzione mentale, perfino finzione. Ho sempre desiderato toccare le superfici di questa scultura, se non fosse che non è raggiungibile e che toccandola proverei quasi il timore di raffreddare questa specie di vulcano in eruzione, o di bruciarmi in quel magma che sale da qualche parte di quel corpo nascosto nel marmo, che l’artista deve aver amato, per riuscire a farne in modo così sfacciato ciò che voleva o immaginava.

Madonna lignea di Pieve ad Lamulas

Madonna lignea di Pieve ad Lamulas

Pieve ad Lamulas, Arcidosso (Grosseto, IT)
Contatto
: 1968
Segnalazione di
: Nicoletta Farmeschi
Perché: segnalo questo oggetto sacro perchè sono sicura che chiunque si trovi al suo cospetto, sarà in grado di provare le mie stesse emozioni di stupita felicità, gioia e mistero. Il luogo è al centro di un triangolo immaginario fra Arcidosso, Casteldelpiano e Montelaterone, in provincia di Grosseto.
Emozioni: la sensazione che mi suscita è legata ai ricordi della mia infanzia ormai perduta: giorno di festa, aria di primavera e felicità nel guardare quella rondine in mano al Bambinello. Grande la mia sorpresa nel vedere quella prima volta, la statua. All’ingresso della pieve due grandi tende rosse coprivano la visuale e aprendo quelle tele, come in un teatro, ecco lo spettacolo: le rondini volteggiavano al suo interno, proprio intorno alla statua, col loro classico garrito stridente. E vera mi parve la rondinella che il Bambino stringeva.
L’autore della statua è sicuramente un pastore, un artista il cui nome è rimasto sconosciuto. I miei occhi e la sensazione acustica data dal garrire di quegli uccelli mi hanno colpita più di ogni altro e la data… era la primavera del 1968. In rete varie leggende sull’origine e l’autore della statua lignea.

Francesco Lojacono: Paesaggio madonita

Francesco Lojacono, Paesaggio

Galleria d’Arte Moderna, Palermo (IT) [link diretto]
Contatto
: 2005, dicembre
Segnalazione di
: Carlo Columba
Perché: Francesco Lojacono è uno dei più importanti paesaggisti siciliani ottocenteschi. Le sue opere sulla sicilia sono interessantissime e toccano temi e argomenti moderni, quasi da reportage, senza indugiare nella oleografia e senza conformismo.
Emozioni: purtroppo la riproduzione fotografica che sono riuscito a trovare è assai scadente . . . Il quadro è assolutamente realista nel senso che le rocce, le piante, il paesaggio sono quelli “veri”, forse con qualche licenza quale ad esempio le piante di agave, in primo piano, che a quelle quote non cresce. La tecnica è addirittura iperrealista ( definizione personale): senza nulla togliere alla pittoricità dell’immagine, qui Lojacono usa una “definizione” a livello fotografico, forse ancora maggiore. E ancora: su ogni tratto, su ogni filo d’erba o rametto di cespuglio, si intravede una sorta di riflesso luminoso, un pò come fosse un oggetto bagnato, che ne esalta le caratteristiche grafiche e la brillantezza delle luci. La sensazione è quella di trovarsi esposti ai venti tesi e freschi; la tentazione quella di trovare un riparo, acquattandosi come il gregge. Ma la forza è tale da rimanere bloccati, immersi nella turbolenza dell’aria  e nella luce di quel cielo.

Renato Guttuso: Vucciria

Renato Guttuso, la Vucciria

Palazzo Steri, Università degli Studi di Palermo, Palermo (IT)
Contatto
: 2006
Segnalazione di
: Maria Caggegi
Perché
: il mercato popolare palermitano della “Vucciria”, come lo ha impresso Guttuso nel suo dipinto, non esiste più. E’ un pezzo di storia che se n’é andata, che esiste solo nel quadro o nel ricordo di chi, come me, l’ha vissuta.
Emozioni: sono una palermitana (doc), presa da un amore viscerale per la mia terra, i cui tratti più belli ed espressivi sono tutti racchiusi nel dipinto. Sono affascinata dai colori forti ed accesi, dai tratti decisi, dalla confusione di tutto quell’ammasso di merce in esposizione, dalla violenta realtà che evoca il quadro, che è come l’ho vista e vissuta. E’ l’indelebile immagine di una parte della mia vita, ai tempi dell’Università, quando affittai, assieme ai miei amici di sempre, un appartamento lì. Così nel guardarlo mi perdo in mille ricordi, sento le voci, il chiasso del mercato, il gusto dei cibi, il carattere passionale della gente del posto, chiusa nel loro destino crudele di ladri, parenti di eterni carcerati, donne vestite sempre di nero e con gli occhi tristi, ragazzi venditori di sigarette di contrabbando, che ci hanno accolto e protetto, a noi ragazzi fighetti della Palermo bene, senza remore, solo con tanto amore.

Jan van Eyck: i coniugi Arnolfini

Van Eyck, Arnolfini Portrait

National Gallery, Londra (UK)
Contatto
: continuo
Segnalazione di
: Tiziana Vicentini
Perché
: l’amore per questo quadro risale alla mia adolescenza, ne vidi la prima volta una riproduzione all’interno di una copia di “Epoca”, la ritagliai e da allora la tengo ancora con me.
Emozioni
: in questo quadro tutto è chiaro, nitido, esplicito, narrato. Eppure….anche se tutto è stato descritto in maniera minuziosa, guardando il quadro ho sempre avuto la sensazione che qualcosa sfugga all’osservatore; un ché di misterioso si nasconde da qualche parte, forse nello specchio nella parete di fondo o tra le cortine del letto sulla destra e mi lascia un senso di indefinita inquietudine e di freddezza nell’anima. Potrebbe essere un dipinto tranquillizzante, perché la realtà vi appare chiaramente sovraordinata da un dio calvinista e lontano, eppure il quadro mi trasmette  sentimenti d’inquietudine e di incompletezza. Quando lo guardo indago il mistero, osservo di nuovo ogni particolare, ogni dettaglio, ma la ricerca è sempre vana.

Jack Vettriano: Danza ai limiti dell’amore

Jack Vettriano, Danza

Portland Gallery, Londra (UK)
Contatto
: 2007
Segnalazione di
: Patrizia Appari
Perché: il soggetto del dipinto che, la prima volta che l’ho visto, mi ha attratto per la nitidezza dei segni, è stato anche capace di emozionarmi e mi ha spinto a chiedermi quali stati d’animo l’autore ha davvero vissuto durante la realizzazione.
Emozioni
: il soggetto mi evoca, ad un primo sguardo, tempi perduti di raffinatezza, signorilità, eleganza, gusto immersi in un’atmosfera ombrosa, illuminata solo dalla tenue luce di un sole annebbiato e, quindi, densa di interrogativi che insieme alla superficie bagnata, sulla quale scivolano nel ballo le coppie, induce a chiedersi quali siano “i limiti dell’amore” che l’autore ha voluto citare nel titolo dell’opera. Le pennellate orizzontali di luce che colpiscono la coppia in primo piano, la nebbia nella quale è immersa la coppia di sinistra, la bruma appena rotta dal sole che illumina i personaggi mi trasmettono un senso di precarietà e di finitezza. La perfezione del tratto, confondibile con una fotografia, viene animata dal gioco di luci che ispirano inquietudine e un autentico senso di freddo. Ho provato le stesse sensazioni nel leggere “La strada” di Cormac McCarthy, dove, nella descrizione dei luoghi, i due protagonisti si trascinano attraverso paesaggi resi algidi da un sole livido capace solo di illuminare il mondo con la sua fievole luce grigiastra.

Bill Viola: Observance

Bill Viola, Observance

Walker Art Gallery, Liverpool (UK) [link diretto]
Contatto
: 2009, 4 gennaio
Segnalazione di
: Laura Ducci
Perché
: ho scoperto ieri un artista che non conoscevo… e mi ha entusiasmato per l’esperienza catartica nel visitare la sua mostra.
Emozioni: immedesimazione, dolore, rabbia, catarsi, purificazione, viaggio in una dimensione infinita, immobilità, tempo che si ferma, calma interiore, condivisione del dolore, comunicazione, solitudine condivisa.

Florencio Molina Campos: L’onomastico della padrona di casa

Florencio Molina Campos, el Santo de la Patrona

Museo Florencio Molina Campos, Provincia de Buenos Aires (Argentina)
Contatto
: 2008
Segnalazione di
: Maria de Los Angeles Castro
Perché
: mi piacciono le opere di Florencio Molina Campos perchè lui riesce ad esprimere i sentimenti nei visi dei “gauchos” (abitanti delle campagne argentine), sono persone pienamente vive e normali e nei loro semplici visi si esprime la felicità, le cose semplici della vita.
Emozioni: è una bellezza argentina… è l’uomo della campagna argentina, con la sua solitudine e la sua compagnia, con la sofferenzza di un ambiente grandissimo… e con la semplicità dell’incontro… dell’incontro con gli altri tovando sempre un motivo per festeggiare. Qui si rappresenta il momento dell’incontro… per l’onomsatico della donna di casa. Emozioni profonde, unione e semplicità.

Henri Rousseau: Zingara addormentata

Rousseau Zingara addormentata

New York (USA), Museum of Modern Art (MoMA)
Contatto
: 2008
Segnalazione di
: Titti Cimmino
Perché
: mi ha emozionato uscendo dalle pagine su cui l’avevo già visto tempo addietro, il giorno 20/08/2008 dalle ore 16:07:50…
Emozioni
: il colore del cielo notturno e la sua fissità prendono leggermente movimento sulle righe dipinte sull’abito della zingara. Silenzio, pace. ero quella zingara e non temevo il leone: perché c’é qualcosa che ferma la violenza. Ho creduto fortemente in questo allora: il debole vince il forte, come in natura. Ero quel leone e ho sentito di voler proteggere quella zingara, quasi a marcare il territorio. Ciò che è indifeso, apparentemente , trova la sua forza in quel suo stesso essere senza spada, in quel suo dormire, tranquilla. Nel deserto il granello di sabbia e il suo essere Vita, oltre e sopra ogni forza.

Powered by WordPress | Theme: Motion by 85ideas.